Senza più nome

“A quattro anni sono stata rapita.
A undici anni sono fuggita dai miei aguzzini.
Per sette anni sono stata una bambina senza più un nome né un’identità.
Adesso so chi sono.
Mi chiamo Martina e questa è la mia storia”.

Inizia così Senza più nome, un romanzo di narrativa che è il racconto di un viaggio simbolico, sia interiore che esteriore, attraverso il quale la protagonista, Martina, affronta con dolore e con coraggio la sua personale guerra contro quelli che lei chiama i mostri, frammenti di un passato che in parte è riuscita a rimuovere, per sopravvivere, ma che torna a ghermirla ogni volta che abbassa la guardia.

Avrei tanto da dire su questo romanzo, ma preferisco lasciarvi la sinossi, il link per l’acquisto dove potete leggere gratuitamente le prime 30 pagine (basta cliccare sulla foto della copertina o sui comandi sotto la stessa e scorrere), un piccolo estratto e, soprattutto, il parere dei lettori. Io sono ancora molto coinvolta da questa storia così dolorosa, sono avvolta insieme a Martina nel bozzolo delle sue emozioni e per questo ringrazio di cuore i lettori che mi lasciano un feedback, perché questo mi permette di vedere la storia dal di fuori e non solo dal di dentro. Ah! E non poteva mancare la playlist con i brani che mi hanno fatto compagnia durante la stesura del romanzo!

Posso solo dirvi che, se si potesse descrivere un libro con tre parole, per Senza più nome queste sarebbero: dolore, coraggio e speranza.

 

Senza più nome

Titolo: Senza più nome
Autore: Elisabetta Barbara De Sanctis
Editore: pubblicazione indipendente
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 15/09/2016
Versione: cartaceo ed e-book
Prezzo: ed. cartacea € 12,95;  e-book € 2,99
Pagine: ed. cartacea 260
ISBN: 978-1537564807
Link per l’acquisto: Amazon store e disponibile anche per gli abbonati al servizio Kindle Unlimited.

Progetto grafico: ©Lerario Design

 

Sinossi

 

Martina ha sedici anni e combatte contro un passato pieno di mostri, ma basta poco perché quanto ha rimosso torni a galla, con i ricordi delle violenze e degli abusi e tutto il suo carico di dolore. Quando la sua vita sembra arrivare al capolinea, decide di provare a vivere inseguendo il suo sogno di libertà: una moto e una strada su cui correre, veloce come il vento. Un viaggio che, tappa dopo tappa, la aiuterà a prendere coscienza di ciò che le ha segnato l’anima. Un viaggio per trovare se stessa. Un viaggio per ricominciare.
NOTA: le vicende narrate nel libro sono di pura fantasia, ma l’intensità e la drammaticità di alcuni passaggi lo rendono non adatto a un pubblico sensibile e facilmente impressionabile.

 

Estratto

 

Non riuscii più a trattenermi. Scoppiai a piangere e i singhiozzi mi spezzarono le costole. Avrei voluto essere forte, ma non lo ero. Non lo ero mai stata. Un dolore atroce risalì in superficie. Un dolore antico. Un dolore più grande di me.
«Mamma?» riuscii a chiedere con voce rotta.
«Dimmi amore mio…».
«Che mi hanno fatto?».
Avrei voluto fosse una domanda.
Fu un grido di dolore.
Mi strinse ancora più forte. Stava provando a tenermi. Sarebbe bastato per non farmi andare a fondo?
«Mamma… Che mi hanno fatto?» chiesi ancora, ma lei si limitò a dondolare, stringendomi a sé.

 

Non fu sufficiente. Il dolore crebbe. Divenne enorme. Esplose e mi investì con la sua gigantesca onda d’urto.
C’era un posto dentro di me, un nucleo di nera ossidiana che fino a quel momento aveva resistito a tutti gli urti che avevo subito. Il resto di me poteva anche farsi polvere, potevano ridurmi a brandelli, ma sapevo di poter sempre tornare a quel centro e da lì ricominciare. Era il mio fulcro e il mio pozzo dell’oblio, in esso ero sprofondata più e più volte, cedendogli la memoria in cambio della sopravvivenza. Lì era custodito tutto, soprattutto quello che mi ero scrollata di dosso, una zavorra con cui non sarei riuscita a restare a galla. Adesso, mentre mi sentivo lacerare da quello strazio che mi trapassava il petto con ferocia, sprofondai dentro di me per nascondermi in quel nucleo. Lo sentii farsi incandescente e pulsare di vita propria.
Ci affondai dentro fino a ustionarmi le ossa e le sentii sciogliersi.
Mi squagliai come cioccolato fuso.
Mi confusi.
Dissipai quel che restava di me.
Mandai in corto ogni circuito.
Scesi più dentro. Ancora più dentro.
Mi feci notte e penetrai ancora più in profondità, al centro di tutto, finché incontrai il gelo. Divenni fredda.
Infine riemersi, dura e cupa come quel fondo nero e non provai più nulla.
Ancora una volta avevo allontanato da me il passato e la paura, ce l’avevo fatta. Il prezzo da pagare era quel freddo che ogni volta mi penetrava più a fondo e si prendeva un pezzo di me. Temevo che prima o poi mi avrebbe invasa del tutto. Che ne sarebbe stato di me a quel punto? Forse semplicemente non avrei più provato dolore, né paura. Forse avrei smesso anche di avvertirlo, come quando ti congeli a tal punto le mani e la punta del naso che diventano bollenti e poi finisci per non percepirli più. Forse avrei smesso di sentire i passi dei mostri che mi rincorrevano. Erano sempre di più. Sempre più veloci. E io sempre più stanca. Forse avrei cessato di essere in gabbia. Forse. Potevo solo aspettare, tenendomi al freddo. Sopravvivere.
Mi divincolai dall’abbraccio. Sapevo che non mi avrebbe risposto, non mi avrebbe detto quello che in fondo non volevo sentire, che sapevo essere parte di me, ma che mi impegnavo strenuamente a tenere distante.
Perché qualunque cosa fosse, non era successo a me. Non mi apparteneva. Avevo bisogno di credere che fosse così.

Un estratto gratuito di oltre 30 pagine è disponibile cliccando qui.

 

Playlist

 

La parola ai lettori

 

Questo libro mi ha particolarmente colpita, dal momento che i fatti sono talmente crudi e surreali che si ha come l’impressione di essere davvero all’interno della vicenda. (Sole e Luna Blog)

Questa è la storia di Martina, senza fronzoli, smancerie, baci sdolcinati e quant’altro. Ma riuscirà a catturarvi e travolgervi come la forza di un uragano. E senza che ve ne accorgiate vi entrerà sotto pelle lasciando un segno profondo nel vostro cuore. (Lo scrigno dell letture Blog)

Questo libro è uno dei più emozionanti mai letti, ha lasciato il segno dentro me, ha scavato nella mia anima e la storia di MARTINA è rimasta nel mio cuore. (Ramona).

Un bellissimo libro, una storia intensa e la riconferma di un’autrice che scrive con il cuore e l’anima e questa arriva, ti solletica, ti graffia, ti travolge, poi ti ricompone. (Sabrina).

Grazie Elisabetta Barbara de Sanctis ancora una volta emozioni del cuore. (Marina).

Cara Martina, grazie per avermi resa partecipe della tua storia. Ho pianto e sofferto con te. Ho sperato di donarti un abbraccio affettuoso ad ogni crollo. (Giorgia).

Una Storia toccante, un viaggio fatto da tante tappe, momenti,attimi che cambiano la vita. Un grido di dolore che si trasforma in un canto di speranza. Un libro da leggere assolutamente, una storia da scoprire e far conoscere. (Daniela).

Non mi capita spesso di rimanere così colpita da un libro. Questo é bellissimo. L’autrice ha saputo raccontare i drammi di Martina in maniera davvero unica e coinvolgente. (Alessandra).

Tanti altri aggettivi, tutti superlativi, si possono usare per questo romanzo che mi ha lasciato senza fiato ad asciugarmi le lacrime ad ogni capitolo una storia drammatica ed umana superlativamente narrata. (Giancarlo).

Coinvolgente, lacerante. (Katia).

Finalmente una bella storia, per quanto cruda e dolorosa, in una bella, bellissima forma. Sono contenta di trovare tra le autrici italiane perle di questa levatura. (Loredana)

È possibile leggere per intero tutte le recensioni cliccando semplicemente qui.

Permettetemi di ringraziare con tutto il cuore i lettori e le lettrici che hanno dedicato e dedicheranno anche in futuro due minuti del proprio tempo per lasciarmi una recensione, un parere, anche solo un semplice commento. Per me siete preziosi, grazie!

 

Hai letto un mio libro e vuoi farmi sapere che ne pensi, raccontarmi le tue emozioni? Vai alla sezione Scrivimi e mandami una mail, sarò felice di leggerla e risponderti!

Con il cuore, sempre. 

 

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