Tra le ali di un angelo

Ma il cuore non funziona a compartimenti stagni. Non ci sono locali che puoi chiudere e aprire a piacimento. Puoi solo illuderti che sia così, finché la vita non ti presenta il conto e lo fa, in un modo o nell’altro. Lo stava imparando a sue spese. Adesso le sue stanze e i suoi cassettini ordinati si erano spalancati tutti insieme. Aveva rinchiuso dei piccoli pezzi di dolore e quelli erano cresciuti. Erano diventati mostri. Si erano liberati. Ora le stavano saltando addosso e la stavano sbranando. Presto di lei sarebbe rimasta solo una carcassa vuota. Poteva solo sperare che facessero alla svelta, senza lasciarle nemmeno il tempo di capire. Senza concederle nemmeno lo spazio per un ultimo respiro.

Tra le ali di un angelo è un racconto che profuma di Natale. C’è qualcosa in questo periodo che richiama in tutti noi la memoria di quando eravamo bambini, i sentimenti semplici, quell’essere più buoni che coloravano le promesse nelle letterine che tutti abbiamo scritto e che abbiamo finito per dimenticare.

Se dovessi descrivere questo racconto in tre parole, queste sarebbero: amore, speranza, perdono.

 

Tra le ali di un angelo

 

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Titolo: Tra le ali di un angelo
Autore: Elisabetta Barbara De Sanctis
Editore: pubblicazione indipendente
Genere: Urban Fantasy/Paranormal
Data di pubblicazione: 14/12/2016
Versione: e-book
Prezzo: € 0,99
Pagine: 52

Foto: bigstockphoto e progetto grafico: ®Le Muse grafica

Link per l’acquisto: Amazon store  e disponibile anche per gli abbonati al servizio Kindle Unlimited.   

 

Sinossi

Ester ha quarantacinque anni ed è bella, ricca e affermata, ma dietro la facciata scintillante nasconde il dolore sempre vivo per la perdita dell’amato marito e il rimorso per non aver saputo essere una buona madre per Giulia, la sua unica figlia, che non vede più da quattro anni. Quando scopre di essere gravemente malata, l’amarezza e i rimpianti rischiano di sopraffarla e si convince che l’unica soluzione possibile sia quella di farla finita. Ma la notte del ventitré dicembre viene svegliata da un angelo che le mostra un’altra possibilità: abbandonare per una volta l’orgoglio e chiedere perdono a sua figlia, perdonando così anche se stessa.

 

Estratto

 

Quando era nata Giulia aveva giurato a se stessa che lei sarebbe stata una madre diversa. Giulia sarebbe cresciuta libera di piangere e di sorridere e di essere solo se stessa. E sua figlia era cresciuta proprio così, ma non per merito suo. Lei come madre era stata un fallimento. Totale. Si abbandonò contro lo schienale del divano e lasciò che le lacrime scorressero libere.


Aveva sbagliato tutto e adesso non aveva più il tempo per sistemare le cose. A quarantacinque anni per lei era già cominciato il conto alla rovescia. Aveva paura. Paura di affrontare da sola il calvario che l’aspettava, ma questo non le dava diritto di coinvolgere Giulia in quella che era la sua punizione e sua soltanto. Sarebbe stato egoistico da parte sua. Adesso più che mai le mancava sua figlia, ma non per riempire un vuoto o per avere qualcuno che le tenesse la mano. Le mancava il tempo che aveva sprecato, quello in cui avrebbe dovuto abbracciarla, quello che non aveva trascorso con lei. Soprattutto quei quattro ultimi lunghissimi anni. No, doveva lasciarla alla sua vita, egoista lo era già stata fin troppo.

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