IL FILO CHE CI UNISCE

recensione dal Blog letterario “Les Fleurs du Mal”

 

Noi autori abbiamo bisogno di recensioni, questo è un dato di fatto. Ci sono quelle “di pancia”, anche di poche righe, scritte da chi ha letto il libro e non è un addetto ai lavori e ci sono le recensioni tecniche (perdonate, ma non saprei come definirle altrimenti) scritte da chi invece, anche per formazione e bagaglio culturale, le scrive con professionalità. Necessarie e utilissime entrambe, anche se per il primo tipo il termine “recensione” non sarebbe appropriato, ma non stiamo a sottilizzare, l’importante è che ci capiamo.

Il lettore cosiddetto “comune” è il target principale, colui a cui l’autore si rivolge, va da sé che il suo parere – si spera positivo – è necessario e come autrice apprezzo sempre ogni commento lasciato sui miei libri, altrimenti come faccio a sapere cosa ne pensate? Però è ugualmente importante un parere professionale che, pur restando sempre un punto di vista soggettivo, riesce a oggettivare quella soggettività il più possibile e va a “fare le pulci” su aspetti di cui il comune lettore beneficia, ma il più delle volte senza esserne molto consapevole.

 

Suvvia, davvero non avete mai…?

 

Se non ricordo male oggi inizia Sanremo. Non seguo più da tempo la kermesse musicale italiana più attesa, lì sono rimasta fedele nostalgica del ventennio ’80/’90, ma come esempio forse funziona: c’è il pubblico da casa che vota – almeno credo sia ancora così – e c’è la Giuria tecnica che, almeno un tempo, assegnava il Premio della critica. Adesso alzi la mano chi, almeno una volta, non ha scaricato su quei poveri giudici una serie infinita di improperi in almeno dieci lingue!

Ecco, avete capito dove volevo andare a parare: a volte il favore del pubblico si sposa bene con quello dei giudici, altre volte no. Chi dei due è in errore? Nessuno. Sono punti di vista diversi che, per arrivare a un parere, si basano spesso su parametri anch’essi diversi.

 

Stringendo: a cosa servono le recensioni?

 

Dicevo le recensioni. Servono, di entrambi i tipi e se vi state domandando se questo è un modo per chiedervi gentilmente di dirmi sempre cosa ne pensate di ogni mio libro che leggete, be’… avete ragione! Comunque, tornando seria: servono per far conoscere il nostro libro, ma anche per un altro motivo che, almeno per me, è fondamentale: capire se quello che ho scritto “vale la pena”, se l’impegno profuso ha dato un buon risultato, se sono riuscita a trasmettere quel che era mia intenzione arrivasse al lettore perché (almeno per me è così) non si scrive e pubblica senza voler trasmettere una qualche sorta di messaggio. Se così non fosse, perché farlo?

 

Perché fare proprio “lo scrittore”?

 

Certo, scriviamo perché sentiamo la spinta a farlo, perché ci fa stare bene, perché la vena creativa fatta di parole sembra essere qualcosa che “o si scrive o si muore” e via dicendo, ma se fosse per questo, diciamocelo, potremmo farlo in privato senza necessariamente condividerlo con il mondo. Anche cucinare mi fa stare bene, però scrivo, non faccio il cuoco. E se non è ego quello che muove e ne beneficia, se non è bisogno di sentirsi importanti (ma de che?) e in qualche modo presi dal fare qualcosa che quando lo diciamo fa rispondere agli altri: “Ma dai, figo!”, allora cos’è?

Io ho deciso di cominciare a scrivere sul web e poi a pubblicare perché, detto in tutta onestà e spero non sembri presunzione, nel mio piccolo sentivo di avere dei messaggi che volevo trasmettere al mondo o almeno a chi avesse deciso di dedicare del tempo a leggermi.

Nel caso del romanzo IL FILO CHE CI UNISCE il messaggio che volevo arrivasse è quello dell’Amore per come lo concepisco io. L’amore come legame che unisce, che aiuta a crescere, insieme, ma anche e soprattutto nel rispetto dell’individualità di ognuno, ma scevro dall’individualismo. L’amore che “vale sempre la pena” vivere e per cui lottare, che non è mai motivo di offesa, denigrazione, che va oltre le proprie esigenze e che, allo stesso tempo, non le calpesta mai.

Perché in questo mondo, al di sopra di tutto, c’è bisogno di più amore.

 

Ed ecco la recensione…

 

E l’amore è l’argomento attorno al quale si dipana questa recensione molto approfondita, tecnica e, per me, davvero bella a cura di Alessandra Micheli, che ringrazio una volta ancora, per il Blog letterario Les Fleurs du Mal. Mi aspettavo qualche bacchettata che non è arrivata e, credetemi, ne avrei solo fatto tesoro. Però non c’è stata e allora me la rileggo senza ansia insieme a voi una volta ancora perché, esame del libro a parte, ci sono dei passaggi molto interessanti.

Questo è il link per andare alla recensione:  IL FILO CHE CI UNISCE recensione dal Blog letterario “Les Fleurs du Mal”    

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Buona lettura e, mi raccomando, non dimenticate: con il cuore, sempre. Elisabetta Barbara De Sanctis cuore

Elisabetta Barbara De Sanctis firma

IL FILO CHE CI UNISCE recensione dal Blog letterario "Les Fleurs du Mal"